La qualità ovocitaria è uno dei fattori chiave per ottenere una gravidanza. Affinché abbiano luogo la fecondazione, l'impianto e lo sviluppo dell'embrione, è essenziale disporre di ovuli di buona qualità sia morfologica che genetica.
La bassa qualità ovocitaria è una delle principali cause di infertilità femminile e questo è direttamente correlato all'età della donna.
A partire dai 35 anni, la quantità e la qualità degli ovuli iniziano a diminuire notevolmente. Tuttavia, bisogna tenere conto che i due concetti non sono la stessa cosa, poiché avere un buon numero di ovociti non implica che questi saranno di buona qualità.
Di seguito trovate un indice con i 8 punti che tratteremo in questo articolo.
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Quantità e qualità degli ovuli non sono la stessa cosa
La riserva ovarica della donna, ovvero il numero di ovuli su cui potrà contare per tutta la sua vita riproduttiva, è già stabilità fin dal momento della nascita.
Approssimativamente, le bambine nascono con un numero compreso tra 1 e 2 milioni di ovuli immaturi.
Tuttavia, quando raggiungono la pubertà, questa riserva ovarica si è già ridotta a 500.000 ovociti.
A partire da questo momento, la donna libererà un ovulo maturo in ogni ciclo mestruale, mentre molti altri subiranno un processo di atresia e andranno perduti.
Con tutto ciò, possiamo osservare come la riserva ovarica della donna diminuisca gradualmente con il passare del tempo fino a esaurirsi completamente al raggiungimento della menopausa.
Ora, non solo il numero di ovuli diminuisce con l'età, ma anche la loro qualità. Invecchiando, gli ovuli accumulano mutazioni nel loro DNA, il che può dare origine a embrioni difettosi che finiscono in aborto o con la nascita di un bambino malato.
Per questo motivo, anche se una donna di 40 anni gode di un buon numero di follicoli antrali visti tramite ecografia, cioè la sua riserva ovarica è buona, non significa che tutti questi ovuli si svilupperanno normalmente o saranno di buona qualità.
L'età della donna è essenziale affinché gli ovuli che giungono a maturazione siano di buona qualità. A partire dai 35 anni circa, gli ovuli saranno di qualità peggiore e, inoltre, ci sarà una minore quantità di essi.
Analisi della qualità ovocitaria
Oggigiorno, esistono diversi test diagnostici per valutare lo stato della riserva ovarica della donna, come, ad esempio, la conta dei follicoli antrali tramite ecografia, l'analisi dell'ormone antimulleriano o la determinazione dei livelli di FSH nel sangue.
Tuttavia, conoscere la qualità degli ovuli non è così semplice. Nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIVET), non esiste alcun test che ci indichi se gli ovociti recuperati presentano alterazioni cromosomiche. L'unica opzione praticabile sarebbe quella di fecondarli e, successivamente, eseguire una diagnosi genetica preimpianto (PGT) sugli embrioni generati.
D'altra parte, durante un trattamento di FIVET è possibile valutare la morfologia degli ovuli al microscopio, anche se le alterazioni della loro struttura in linea di principio non hanno alcuna relazione con le alterazioni genetiche.
Di seguito, illustreremo quale dovrebbe essere l'aspetto di un ovocito normale e quali sono i dismorfismi ovocitari che si potrebbero riscontrare durante la sua valutazione.
Com'è un ovulo normale?
Un ovocito deve presentare una forma arrotondata e, inoltre, avere tutte le seguenti strutture correttamente definite:
- Un citoplasma omogeneo, senza alcun corpo estraneo che attiri l'attenzione al suo interno
- Un unico globulo polare (GP) nello spazio perivitellino (EP), leggermente appiattito e dal contenuto omogeneo
- Uno spazio perivitellino appena visibile, solamente nella zona dove si trova il GP
- Una zona pellucida (ZP) uniforme e di spessore adeguato
La presenza del primo globulo polare indica che l'ovulo ha raggiunto la maturità nucleare e, pertanto, è idoneo alla fecondazione. Si dice che gli ovociti maturi sono in metafase II.
Alterazioni del citoplasma
Come abbiamo detto, l'ovulo deve essere sferico e il suo citoplasma completamente regolare senza alcuna struttura al suo interno.
Alcune alterazioni che possiamo riscontrare nel citoplasma sono le seguenti:
- Contenuto granuloso
- Corpi rifrangenti
- Corpi necrotici con contenuto granuloso
- Reticolo endoplasmatico liscio (opaco e grande) e vacuoli (rotondi e trasparenti)
- Cluster: zona granulosa e scura al centro dell'ovocito
Alterazioni del GP
Un ovocito maturo ha un unico globulo polare, rotondetto e allungato, e perfettamente delimitato.
Le alterazioni che possono comparire nell'ovocito per quanto riguarda il GP sono le seguenti:
- GP multiplo, ovvero ce n'è più di uno
- GP frammentato
- GP amorfo o molto appiattito
Alterazioni dello spazio perivitellino
Lo spazio perivitellino è quello che si trova tra la zona pellucida (strato esterno) e l'ovocito stesso.
Questo deve essere appena percepibile, si intuisce solamente nella zona in cui si trova il GP. Pertanto, le alterazioni riguardanti lo spazio perivitellino sono le seguenti:
- EP largo, o con zone irregolari larghe e strette
- Presenza di residui cellulari nell'EP
Alterazioni della zona pellucida
La zona pellucida è lo strato esterno che avvolge l'ovulo. Questa deve avere un'ampiezza proporzionata di circa 15-20 micron.
Le alterazioni che si possono riscontrare nella ZP di un ovocito sono le seguenti:
- Ampiezza troppo spessa o stretta
- ZP lassa (chiara) o troppo densa (scura)
- ZP irregolare, con zone più sottili di altre
- Zona interna rugosa
- ZP settata, che forma come un compartimento indipendente
- ZP elongata
Tutti questi dismorfismi possono ostacolare la fecondazione degli ovuli, anche se con l'iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi (ICSI) è possibile fecondarli comunque.
È anche possibile che le ZP settate, elongate o troppo spesse creino problemi al momento dell'hatching (schiusa), ovvero quando l'embrione allo stadio di blastocisti si libera dalla sua zona pellucida per potersi impiantare nell'endometrio.
In questi casi, l'embriologo valuterebbe l'opzione di eseguire un hatching assistito.
Cause di una scarsa qualità ovocitaria
Abbiamo già accennato che l'età avanzata della donna è la causa principale della scarsa qualità ovocitaria, soprattutto a partire dai 35 anni.
Inoltre, altre patologie o abitudini poco sane possono avere un effetto nocivo sugli ovuli. Ne parliamo di seguito:
- Endometriosi
- Sindrome dell'ovaio policistico
- Fumo e alcol
- Cattiva alimentazione
- Trattamenti di radio/chemioterapia
Mantenere uno stile di vita sano, fare sport ed evitare il consumo di sostanze tossiche sarà la migliore prevenzione per non avere la qualità ovocitaria compromessa.
Domande più frequenti
Esiste la possibilità di migliorare la qualità degli ovuli?
Sebbene non esista alcun farmaco miracoloso per migliorare la qualità ovocitaria, condurre uno stile di vita sano e seguire una dieta sana ed equilibrata apporta benefici per la fertilità femminile.
Pertanto, si raccomanda una dieta che includa alimenti ricchi di vitamine, antiossidanti e nutrienti essenziali come, ad esempio, verdure a foglia verde come gli spinaci, frutta secca come le noci, legumi come le lenticchie, pesci come il salmone e il tonno pinne gialle, frutta e verdura come mirtilli, avocado, melograno, ananas, carote, ecc.
L'ormone antimulleriano misura la qualità degli ovuli?
No. L'ormone antimulleriano o AMH è un eccellente marcatore della riserva ovarica, cioè fornisce informazioni sulla quantità di ovuli nelle ovaie della donna in un determinato momento.
Quando i livelli di AMH si attestano tra 0,7 e 3,0 ng/ml, si considera una riserva ovarica normale. Invece, se i livelli di AMH nel sangue sono inferiori a 0,7 ng/ml, la riserva ovarica risulterebbe diminuita.
In questo modo, l'antimulleriano informa sulla quantità di ovuli (sulla riserva ovarica), ma non sulla loro qualità.
La vitamina E può aiutare a migliorare la qualità degli ovuli?
Sì. La vitamina E migliora la qualità ovocitaria, poiché protegge gli ovuli dalle alterazioni. Un altro beneficio della vitamina E per la fertilità femminile è che minimizza le irregolarità mestruali.
Alcuni degli alimenti ricchi di vitamina E che contribuiscono a migliorare la fertilità femminile sono l'avocado, le mandorle, le nocciole, le noci, l'olio d'oliva e l'olio di girasole, gli spinaci, ecc.
La birifrangenza della zona pellucida è utile per valutare la qualità degli ovuli?
Sì, valutare la birifrangenza della zona pellucida potrebbe essere vantaggioso. Ciò è possibile perché la zona pellucida (la struttura che ricopre l'ovocito) è una struttura altamente organizzata, il che fa sì che sia birifrangente (brilli) se osservata con determinati sistemi di microscopia a luce polarizzata.
Questa birifrangenza della zona pellucida e il suo spessore potrebbero essere associati a migliori tassi di fecondazione, di raggiungimento dello stadio di blastocisti e di impianto.
D'altra parte, visualizzare il fuso meiotico degli ovociti (che è anch'esso birifrangente) potrebbe essere correlato a un tasso di fecondazione maggiore e a una prognosi evolutiva migliore. Inoltre, la sua birifrangenza consentirebbe di localizzarlo per non danneggiarlo durante la ICSI.
Tuttavia, la verità è che questa tecnologia non è molto diffusa tra i centri di riproduzione assistita e non fa parte della routine quotidiana.
Lettura consigliata
Abbiamo parlato della riserva ovarica e della sua stretta relazione con la qualità degli ovuli. Se vuoi continuare a leggere su questo argomento, non esitare ad accedere al seguente articolo: Cos'è la riserva ovarica e come influisce sulla fertilità?
Inoltre, per valutare la qualità morfologica degli ovuli, è necessario eseguire un trattamento di FIVET-ICSI. Puoi trovare tutte le informazioni su questa tecnica e su come si esegue passo dopo passo nel seguente articolo: Cos'è la ICSI e qual è il suo prezzo?
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Domande più frequenti: 'Esiste la possibilità di migliorare la qualità degli ovuli?', 'L'ormone antimulleriano misura la qualità degli ovuli?', 'La vitamina E può aiutare a migliorare la qualità degli ovuli?' e 'La birifrangenza della zona pellucida è utile per valutare la qualità degli ovuli?'.







