Un recente studio scientifico condotto dai ricercatori Yavuz Emre Şükür, Batuhan Aslan, Necati Berk Kaplan, Musa Doğru, Batuhan Özmen, Murat Sönmezer, Bülent Berker, Cem Somer Atabekoğlu e Ruşen Aytaç, appartenenti al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Facoltà di Medicina dell'Università di Ankara e al Centro di Ricerca sulla Salute Riproduttiva dell'Università di Ankara, getta nuova luce sull'ormone anti-mülleriano (AMH).
Sebbene questo ormone sia il marcatore più utilizzato per stimare la riserva ovarica e prevedere il successo dei trattamenti per la fertilità, lo studio rivela che i suoi livelli non sono così stabili come si credeva storicamente.
Di seguito trovate un indice con i 5 punti che tratteremo in questo articolo.
La variazione dell'ormone anti-mülleriano (AMH)
Classicamente, si è considerato che l'ormone anti-mülleriano fosse un valore fisso e indipendente dal momento del ciclo mestruale. Tuttavia, i dati clinici dimostrano che può subire fluttuazioni significative.
Misurando l'ormone in due cicli mestruali consecutivi, è stata osservata una variazione media del 44,3% nei livelli delle pazienti. Questa instabilità ha conseguenze dirette sulla diagnosi di fertilità:
- Quasi il 20% delle pazienti viene riclassificato di categoria (tra risposta normale e scarsa risposta) sulla base di una seconda misurazione.
- Sebbene la variazione assoluta dei livelli sierici di AMH sia stata maggiore nelle pazienti con risposta normale, la variazione proporzionale è stata più significativa nelle pazienti con scarsa risposta.
- Affidarsi a una singola analisi può portare a una classificazione errata della riserva ovarica.
In questo modo, basare l'intera strategia riproduttiva su un unico prelievo di sangue dei mesi precedenti potrebbe non riflettere l'effettiva realtà ovarica della donna quando inizia il suo trattamento di fecondazione in vitro.
Quando fare il test di fertilità
Di fronte a queste scoperte, l'équipe medica suggerisce un adattamento nel modo in cui vengono iniziati i trattamenti di stimolazione ovarica.
Misurare l'ormone anti-mülleriano nella fase follicolare iniziale dello stesso ciclo in cui si intende avviare la stimolazione fornisce una previsione molto più accurata.
Questo cambio di approccio porta importanti vantaggi clinici:
- Migliora la correlazione con il numero totale di ovociti che verranno estratti durante il prelievo.
- Prevede in modo più affidabile quanti di questi ovociti saranno maturi (ovociti MII) e, quindi, idonei a essere fecondati.
- Aiuta i ginecologi a regolare con precisione la dose di farmaci necessaria.
In sintesi, le misurazioni ripetute e aggiornate dell'anti-mülleriano sono uno strumento clinico vitale. Misurare questo valore al momento opportuno evita classificazioni errate, riduce l'incertezza e aiuta a progettare protocolli di riproduzione assistita molto più personalizzati ed efficaci per ottenere la gravidanza desiderata.
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Bibliografia
Şükür YE, Aslan B, Kaplan NB, Doğru M, Özmen B, Sönmezer M, Berker B, Atabekoğlu CS, Aytaç R. Inter-cycle variability of anti-Müllerian hormone: implications for predicting controlled ovarian stimulation cycle outcomes. J Ovarian Res. 2024 Oct 25;17(1):209. doi: 10.1186/s13048-024-01517-x. PMID: 39456057; PMCID: PMC11515343. (Vedi)


