Un nuovo studio di revisione affronta il modo in cui l'età dell'uomo influenza i trattamenti di fertilità e la riproduzione assistita. La ricerca è stata condotta dagli autori Dimitrios Diamantidis, Konstantinos Nikolettos, Nektaria Kritsotaki, Angeliki Tiptiri-Kourpeti, Nikolaos Nikolettos, Georgios Tsakaldimis, Stilianos Giannakopoulos e Christos Kalaitzis.
Questi esperti appartengono al Department of Urology, al Department of Obstetrics and Gynecology e al Laboratory of Reproductive Physiology-IVF della Democritus University of Thrace (Grecia); al Department of Gynaecological Oncology del Maidstone and Tunbridge Wells NHS Trust (Regno Unito); e alla Genesis Athens-Thrace Medically Assisted Reproduction Unit (Grecia).
Lo studio analizza se ritardare la paternità influisca sullo sviluppo dell'embrione o sui risultati.
Di seguito trovate un indice con i 6 punti che tratteremo in questo articolo.
Come influisce l'età paterna?
Man mano che gli uomini invecchiano, in particolare a partire dai 40 o 45 anni, si verificano cambiamenti negli spermatozoi. Sebbene l'analisi convenzionale dello sperma (spermiogramma) possa apparire normale, l'invecchiamento maschile è legato ad alterazioni invisibili negli spermatozoi:
- Aumento della frammentazione del DNA: il materiale genetico dello spermatozoo può subire maggiori danni o rotture.
- Stress ossidativo: le cellule riproduttive sono più esposte all'ossidazione.
- Cambiamenti epigenetici: si modifica il modo in cui il DNA dello sperma viene espresso.
Nonostante questi cambiamenti biologici, l'impatto reale sulle percentuali di successo dei trattamenti di riproduzione assistita è moderato. A età molto avanzate, intorno ai 50 anni o oltre, alcuni studi segnalano un aumento del rischio di aborto spontaneo e un tasso inferiore di nati vivi.
Ruolo chiave dell'età materna
È fondamentale capire che l'età paterna funziona come un fattore che modifica il rischio, ma non è la causa principale dei fallimenti preimpianto. L'età della donna sarebbe il fattore determinante più importante.
- Il rischio di alterazioni nel numero di cromosomi dell'embrione dipende in gran parte dall'ovulo materno.
- Una volta presi in considerazione i dati sull'età materna, l'effetto indipendente dell'età del padre sulla formazione della blastocisti è molto piccolo.
Pertanto, nel valutare le probabilità di ottenere una gravidanza evolutiva, gli specialisti analizzano il contesto globale della coppia, ma dando sempre grande priorità alla qualità dell'ovulo.
Raccomandazioni per i padri
Se l'uomo sta valutando di diventare padre dopo i 40 anni, esistono diverse strategie per ottimizzare la qualità dello sperma e migliorare i risultati riproduttivi:
- Migliorare lo stile di vita: mantenere un peso adeguato, evitare il fumo e curare l'alimentazione aiuta a ridurre lo stress ossidativo nell'organismo.
- Esami complementari: nei casi di ripetuti fallimenti nel raggiungimento dello stadio di blastocisti o di aborti ricorrenti, può essere utile analizzare la frammentazione del DNA spermatico.
- Laboratorio di riproduzione: è vitale che gli embriologi utilizzino tecniche che minimizzino lo stress ossidativo durante la manipolazione del campione seminale.
In conclusione, sebbene anche l'orologio biologico maschile avanzi, l'adozione di abitudini sane e una buona consulenza clinica sono gli strumenti migliori per realizzare il desiderio di diventare genitori.
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Bibliografia
Diamantidis D, Nikolettos K, Kritsotaki N, Tiptiri-Kourpeti A, Nikolettos N, Tsakaldimis G, Giannakopoulos S, Kalaitzis C. Clinical Implications of Paternal Age in Assisted Reproduction: Integrating Sperm Epigenetic Evidence. J Clin Med. 2026 Feb 7;15(4):1324. doi: 10.3390/jcm15041324. PMID: 41753012; PMCID: PMC12941033. (Vedi)


