Una nuova ricerca condotta congiuntamente dal Sheba Medical Center, Genea Fertility, Emek Medical Center, Technion Institute of Technology e dalla University of Haifa, guidata dagli autori Shmuel Somer, Simon Nothman, Shira Baram, Ido Izhaki, Nitzan Dana Sela e Ronit Beck-Fruchter, ha fatto luce su una tecnica che sta cambiando il modo in cui vengono recuperati gli ovociti nei trattamenti di riproduzione assistita.
Lo studio mostra come un piccolo aggiustamento nella medicazione finale possa fare una grande differenza nei risultati di fecondazione e sviluppo embrionale.
Di seguito trovate un indice con i 7 punti che tratteremo in questo articolo.
Cos'è il trigger nella riproduzione assistita?
In qualsiasi trattamento di fecondazione in vitro (FIVET), il passaggio precedente al prelievo degli ovociti è noto come trigger o induzione dell'ovulazione. Storicamente, questo passaggio è stato eseguito somministrando un unico ormone chiamato hCG. Questo ormone agisce come sostituto del picco ormonale naturale che si verifica nel corpo affinché gli ovociti finiscano di maturare prima di essere prelevati in sala operatoria.
Tuttavia, la scienza medica avanza e i protocolli vengono ottimizzati per cercare di imitare nel modo più esatto possibile la natura del corpo umano.
Doppio trigger: la nuova rivoluzione
Attualmente è emersa una strategia terapeutica nota come doppio trigger. Invece di utilizzare una singola iniezione di hCG, l'hCG viene combinato con un altro farmaco chiamato agonista del GnRH.
Questo studio ha analizzato retrospettivamente i dati di 1.291 cicli di fecondazione in vitro per verificare se questa doppia medicazione rappresentasse davvero un vantaggio rispetto al protocollo classico. I risultati hanno indicato che l'uso del doppio trigger ottiene uno stimolo molto più completo per la maturazione degli ovociti.
Vantaggi dimostrati dalla scienza
I dati ottenuti nella ricerca mostrano vantaggi statisticamente significativi a favore dell'uso del doppio trigger nei cicli di FIVET:
- Maggiore quantità di ovociti: è stata ottenuta una media superiore di ovociti totali prelevati (7,50 contro 6,12 con la classica iniezione di hCG).
- Più ovociti maturi: anche la quantità di ovociti che hanno raggiunto lo stadio di maturità adeguato per essere fecondati è stata maggiore (5,67 contro 5,01).
- Meno cancellazioni: si è registrato un numero significativamente inferiore di cicli in cui non è stato possibile prelevare alcun ovocita (1,3% contro il 3,8%).
- Migliore tasso di fecondazione: nei cicli in cui è stata utilizzata la tecnica di iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI), la percentuale di ovociti fecondati è aumentata notevolmente (64,93% contro 52,22%).
- Più embrioni in totale: al termine del processo di laboratorio, i pazienti hanno ottenuto un maggior numero di embrioni disponibili (2,43 contro 2,00).
Un cambiamento nel protocollo abituale
L'aumento del numero di ovociti recuperati, ovociti maturi e ovociti fecondati aumenta in definitiva il numero di embrioni con il doppio trigger. Tutto ciò si traduce in un chiaro miglioramento delle probabilità di successo del trattamento.
Questi risultati mostrano che, imitando meglio l'ambiente ormonale naturale del corpo, il doppio trigger si posiziona come uno strumento clinico molto prezioso per potenziare il successo della riproduzione assistita.
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Bibliografia
Somer S, Nothman S, Baram S, Izhaki I, Sela ND, Beck-Fruchter R. Effect of Ovarian Stimulation and Trigger Protocols on Oocyte and Embryo Numbers-Real World Experience. J Clin Med. 2025 Aug 28;14(17):6096. doi: 10.3390/jcm14176096. PMID: 40943855; PMCID: PMC12429546. (Vedi)


