Come affrontare un aborto spontaneo dopo una fecondazione in vitro?

Da (embriologa), (ginecologo) e (embriologa).
Aggiornato il 26/01/2026

Un aborto spontaneo è sempre una cattiva notizia, ma risulta particolarmente dolorosa per quelle persone che, dopo diversi mesi di ricerca della gravidanza, la ottengono grazie a un trattamento di fecondazione in vitro (FIV).

La felicità che prova una coppia davanti all'atteso risultato positivo nel test di gravidanza viene troncata dalla tristezza della perdita gestazionale. Se purtroppo si verificasse questa situazione, i pazienti devono prendersi il tempo necessario per riprendersi prima di tentare un altro ciclo di fertilità.

Perché ho subito un aborto?

Circa l'85% degli aborti spontanei o naturali avviene nel primo trimestre di gestazione.

Se la gravidanza arriva alla settimana 7 in modo normale, la probabilità di aborto si riduce considerevolmente.

La maggior parte degli aborti naturali si verifica quando la gravidanza non si sta evolvendo correttamente. Generalmente, in questi casi né la donna né i medici possono fare nulla per evitare la perdita gestazionale.

Cause delle gravidanze non evolutive dopo FIV

Le anomalie cromosomiche nell'embrione sono la causa più frequente per cui l'embrione non può continuare il suo normale sviluppo. Ciò non implica necessariamente che i genitori abbiano alterazioni genetiche. Quello che succede è che l'ovulo e/o lo spermatozoo a partire dal quale si è formato l'embrione, hanno subito qualche alterazione nei loro cromosomi che impedisce l'impianto o l'evoluzione dell'embrione.

Uno dei fattori che influenzano la comparsa di anomalie nell'embrione è l'età materna. Tuttavia, non è l'unica causa di aborto spontaneo dopo una FIV. Altre possibili ragioni per cui può verificarsi un aborto spontaneo nei primi mesi sono le seguenti:

  • Problemi uterini o della cervice.
  • Infezioni.
  • Alterazioni ormonali.
  • Problemi del sistema immunitario.
  • Malattie sistemiche.
  • Tossici ambientali o radiazioni.

Quando una donna ha subito aborti precedenti, aumenta anche la probabilità di subire una nuova perdita gestazionale. Inoltre, uno stile di vita inadeguato come fumare, bere alcol o assumere droghe influisce anche sul rischio di subire un aborto naturale.

Aborto naturale nella fecondazione in vitro (FIV)

Gli studi realizzati su questo tema indicano che gli aborti spontanei in pazienti che hanno ottenuto la gravidanza per FIV con i propri ovuli (indipendentemente dal fatto che sia FIV convenzionale o ICSI) sono leggermente superiori al tasso di aborto nelle gravidanze spontanee.

Tuttavia, va sottolineato che questo aumento nell'incidenza di aborti non è dovuto alla tecnica di FIV in sé, ma è associato all'età delle donne che si sottopongono ai trattamenti di riproduzione assistita. Ciò influisce sostanzialmente sulla fertilità femminile, non solo al momento di concepire, ma anche in relazione al rischio di aborto.

Tasso di aborto della FIV secondo l'età materna

Come abbiamo commentato precedentemente, una delle cause per cui può verificarsi un aborto spontaneo dopo un trattamento di riproduzione assistita è l'età materna avanzata. In funzione dell'età della donna, la probabilità che avvenga un aborto dopo una gestazione per FIV con ovuli propri è in donne:

  • Minori di 35 anni: 18,1%
  • Tra 35-39 anni: 26,6%
  • Maggiori di 40 anni: 34,4%

Invece, i tassi di aborto si riducono drasticamente se la gravidanza fosse avvenuta attraverso una FIV con ovodonazione. In questo caso, la probabilità di aborto per gestazione in donne minori di 35 anni sarebbe del 19,3%, in donne dai 35 ai 39 anni del 16,8% e in quelle maggiori di 40 si sarebbe ridotta al 18,8%.

La ragione principale di questi valori è che maggiore è l'età, maggiore è il rischio di concepire embrioni con anomalie cromosomiche.

Tutti questi dati sono stati ottenuti dall'ultimo registro statistico realizzato dalla Società Spagnola di Fertilità e corrispondente all'anno 2023.

Come affrontare la perdita gestazionale

Affrontare la tristezza, la rabbia e l'impotenza davanti a un aborto dopo molto tempo di ricerca del bambino non è facile per una donna o una coppia. Tuttavia, bisogna essere forti, prendersi il tempo necessario e, se necessario, chiedere aiuto a professionisti.

In ogni caso, di seguito vengono elencati alcuni consigli di aiuto emotivo per affrontare queste situazioni:

  • I pazienti hanno diritto ad essere tristi e non devono nasconderlo.
  • Bisogna darsi tempo per riprendersi dalla perdita, poiché l'aborto è un lutto che ha le sue fasi. I pazienti dovranno passare attraverso ognuna di esse, per cui è necessario tempo.
  • Prestare attenzione per cercare di capire e accettare i sentimenti che si hanno in ogni fase. Empatia, tristezza, colpevolezza, depressione o ira sono alcune delle sensazioni più comuni.
  • Prendersi cura di se stessi. Si tratta di una tappa dura, ma se ci si trascura sarà ancora più dura. Non bisogna smettere di mangiare, né di dormire né di curarsi, in generale.
  • Chiedere aiuto a un professionista con esperienza in questi temi può essere di grande aiuto per capire e affrontare la perdita gestazionale.
  • Lasciare che l'ambiente circostante ti aiuti. Forse si preferisce stare soli, ma il recupero dalla perdita della gravidanza andrà meglio sentendosi supportati, sia dal partner, dai familiari o dagli amici.

Circa uno o due mesi è il tempo necessario al corpo della donna per riprendersi dopo un aborto. Tuttavia, la ripresa emotiva molte volte è più lunga e faticosa. Per questo, è fondamentale avere pazienza e cercare di mantenere l'atteggiamento positivo in ogni momento.

Cosa aspettarsi dopo un aborto?

La maggior parte delle donne che hanno avuto un aborto naturale non hanno problemi a ottenere di nuovo la gravidanza né necessitano di trattamenti specifici per poter dare alla luce bambini sani in futuro.

Tuttavia, quando si verifica più di un aborto, quello che è noto come aborto ricorrente o di ripetizione, è raccomandabile realizzare una valutazione medica completa. Così si potranno determinare le cause per cui avvengono le perdite gestacionales e proporre la migliore alternativa per far sì che la gravidanza arrivi a termine.

Quando si conosce la causa che provoca gli aborti ricorrenti, è possibile personalizzare il trattamento e utilizzare terapie specifiche. In quei casi in cui non si scopre il motivo dell'aborto, il trattamento generico basato sulla somministrazione di aspirina, eparina e progesterone migliora in modo importante i risultati.

Inoltre, se ci fosse una causa genetica per gli aborti di ripetizione, la riproduzione assistita offre soluzioni alternative per ottenere la gravidanza. Per esempio, un'opzione sarebbe ricorrere alla FIV con donazione di ovuli o fare una diagnosi genetica preimpianto (DGP) agli embrioni prima di trasferirli.

Domande più frequenti

Il test genetico preimpianto (PGT) può ridurre il rischio di aborto?

La Dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa presso la clinica Vida Fertility Institute di Madrid, ci dà la risposta in questo video se il test genetico preimpianto (PGT) può ridurre il rischio di aborto:

Il test genetico preimpianto è una tecnica che si utilizza normalmente per cercare di capire se gli embrioni sono normali dal punto di vista genetico. Quindi, tendenzialmente, il risultato ci permette di trasferire solo gli embrioni sani e questo riduce il rischio di aborto.

Normalmente si raccomanda in persone che hanno più rischio di embrioni alterati e quindi più rischio di aborto. Quindi sì, basicamente è una tecnica che ci permette di ridurre gli aborti.

È possibile che si verifichi un aborto differito in una fecondazione in vitro con ovuli di donatrice?

Sì. È vero che il rischio di aborto può essere ridotto nella donazione di ovuli se la donna ha un'età materna avanzata, poiché vengono utilizzati ovuli di una donatrice giovane. Tuttavia, il rischio di aborto sarebbe intorno al 25%, quindi può verificarsi.

Chiarire che un aborto differito o ritardato è una perdita gestazionale in cui i resti embrionali non vengono espulsi spontaneamente.

Perché la fecondazione in vitro con PGD riduce il tasso di aborto?

Quando si opta per una fecondazione in vitro con PGD, la probabilità che la gravidanza non giunga a termine è minore. Ciò è dovuto al fatto che una delle principali cause di aborto spontaneo è l'alterazione cromosomica degli embrioni dovuta all'età materna avanzata.

Se gli embrioni vengono analizzati geneticamente, verranno trasferiti solo quelli sani e quindi privi di anomalie genetiche. In questo modo, vi è una maggiore probabilità di impianto embrionale e di evoluzione fino al parto.

Letture raccomandate

Se ti sei già ripreso dalla perdita gestazionale dopo la FIV e stai pensando se puoi tornare a rimanere incinta, ti raccomandiamo di visitare il seguente articolo: Fertilità dopo l'aborto: è possibile una gravidanza?

Inoltre, si ti interessa sapere più dati riguardo ai diversi tassi di successo della FIV, puoi accedere a questo link: Tasso di successo della fecondazione in vitro (FIVET).

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Bibliografia

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María Del Carmen Nogales, María Cruz, Silvia de Frutos, Eva María Martínez, María Gaytán, Marta Ariza, Fernando Bronet, Juan A Garcia-Velasco. Association between clinical and IVF laboratory parameters and miscarriage after single euploid embryo transfers. Reprod Biol Endocrinol. 2021 Dec 14;19(1):186. doi: 10.1186/s12958-021-00870-6 (Vedi)

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Sociedad Española de Fertilidad. Registro Nacional de Actividad 2023-Registro SEF (Vedi)

Domande più frequenti: 'Il test genetico preimpianto (PGT) può ridurre il rischio di aborto?', 'È possibile che si verifichi un aborto differito in una fecondazione in vitro con ovuli di donatrice?' e 'Perché la fecondazione in vitro con PGD riduce il tasso di aborto?'.

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Autori e collaboratori

 Marta Barranquero Gómez
Marta Barranquero Gómez
Embriologa
Laureato in Biochimica e Scienze Biomediche presso l'Università di Valencia (UV) e specializzato in Riproduzione Assistita presso l'Università di Alcalá de Henares (UAH) in collaborazione con Ginefiv e in Genetica Clinica presso l'Università di Alcalá de Henares (UAH). Continua a leggere Marta Barranquero Gómez
Numero associato: 3316-CV

Dott.ssa Marta Zermiani
Dott.ssa Marta Zermiani
Ginecologo
Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Padova in Italia, specializzazione in Ginecologia e Ostetricia presso l'Ospedale Universitario Bellvitge di Barcellona. Medico specialista in Riproduzione Assistita con 4 anni di esperienza e, attualmente, ginecologo presso la clinica Vida Fertility Madrid. Continua a leggere Dott.ssa Marta Zermiani
Numero di registrazione: 280847526

 Silvia Azaña Gutiérrez
Silvia Azaña Gutiérrez
Embriologa
Laureata in Biologia Sanitaria presso l'Università di Alcalá e specializzata in Genetica Clinica presso la stessa università. Master in Riproduzione Assistita dell'Università di Valencia in collaborazione con le cliniche IVI. Continua a leggere Silvia Azaña Gutiérrez
Numero associato: 3435-CV

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