La Dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa presso la clinica Vida Fertility Institute di Madrid, ci spiega in questo video come funziona un protocollo breve di stimolazione ovarica con antagonisti del GnRH:
Quando si inizia un percorso di FIV, il protocollo di stimolazione può sembrare un po’ complicato all'inizio. In questo video vi spiego in modo semplice e passo dopo passo come funziona un protocollo breve con antagonisti del RH, dall'inizio delle iniezioni fino al prelievo ovocitario.
Il primo passo inizia generalmente all'inizio del ciclo mestruale. La paziente comincia con iniezioni ormonali quotidiane per stimolare le ovaie e favorire lo sviluppo contemporaneo di più follicoli.
Dopo alcuni giorni di stimolazione, effettuiamo delle ecografie di controllo, talvolta accompagnate da esami del sangue. In questo modo possiamo monitorare la crescita dei follicoli e, se necessario, adattare il trattamento.
Quando i follicoli raggiungono una determinata dimensione, si aggiunge una seconda iniezione, che è l'antagonista del GnRH. Il suo compito è molto semplice: impedire che l'ovulazione avvenga troppo presto.
Continuiamo poi a monitorare lo sviluppo dei follicoli. Quando sono sufficientemente maturi, programmiamo la cosiddetta iniezione di trigger. Si tratta dell'ultima iniezione prima del prelievo ovocitario e permette agli ovociti di completare la fase finale della maturazione.
Circa 34-36 ore dopo il trigger viene effettuato il prelievo ovocitario.
In sintesi: stimolazione, controlli, introduzione dell'antagonista, trigger e infine prelievo ovocitario.
La durata del trattamento e il dosaggio vengono sempre adattati individualmente alla paziente, alla sua riserva ovarica e alla risposta alla stimolazione.
