La Dott.ssa Marta Zermiani, ginecologa presso la clinica Vida Fertility Institute di Madrid, fornisce la risposta alla domanda sull'immunologia endometriale:
L'immunologia endometriale è un capitolo molto ampio e molto controverso di tutta la PMA, perché di fatto l'impianto dell'embrione è un processo immunitario, perché è l'utero che deve lasciar penetrare un embrione che geneticamente è differente da noi. Quindi nel tempo sono stati sviluppati una serie di test per cercare di capire e di misurare la compatibilità o incompatibilità genetica.
Tutti gli studi immunitari hanno un peso scientifico controverso, perché ci sono studi che dimostrano che i test immunologici cambiano i risultati e altri che dicono che non hanno nessun peso a livello scientifico e a livello dei risultati.
Il test che utilizziamo di più per la compatibilità endometriale è il test KIR-HLA, che è un test che si realizza con un'analisi del sangue e serve per cercare di vedere se il KIR della paziente è un KIR un po' più complesso che richiede una selezione della donatrice o del donatore. Il KIR è un recettore che esprime l'endometrio e che è più o meno compatibile a degli altri recettori che invece vengono espressi a livello degli embrioni, e serve per cercare di capire se bisogna fare un determinato tipo di selezione o no. In generale, il KIR più complesso è il KIR AA materno.
Questo è uno dei test immunologici che eseguiamo di più perché ci permette di capire se la paziente deve fare determinati tipi di trattamento immunologico durante il transfer embrionario e se, appunto, come vi ho detto, dobbiamo scegliere la donatrice o il donatore con determinati criteri nell'HLA, che invece viene dai gameti.
Dopodiché ci sono tantissimi altri test immunologici che io credo abbiano una validità scientifica ancora più bassa e che quindi usiamo con molta prudenza. In generale anche il KIR viene usato soprattutto nei casi di vari problemi di impianto, test negativi o aborti, quindi con una storia riproduttiva complicata. Non è un esame che facciamo normalmente nel primo screening nelle pazienti.
