Quando una paziente si sottopone a un trattamento di Fecondazione in Vitro (FIVET), una delle maggiori preoccupazioni è la qualità genetica degli embrioni. Sappiamo che, con l'avanzare dell'età della donna, aumenta il rischio di anomalie cromosomiche (aneuploidie). Per mitigare questo, utilizziamo il Test Genetico Preimpianto (PGT-A), che ci permette di selezionare embrioni cromosomicamente normali (euploidi). Per anni si è discusso se il trasferimento di un embrione "sano" eguagliasse le percentuali di successo tra le pazienti giovani e quelle più in là con gli anni. Ora, una recente meta-analisi fa luce su questa questione cruciale.
Questa revisione esaustiva è stata condotta dai ricercatori Amerigo Vitagliano, Alessio Paffoni e Paola Viganò, appartenenti a istituzioni italiane: il Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino dell'Università di Padova, l'Unità di Infertilità dell'ASST Lariana a Cantù e l'Unità di Infertilità della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Di seguito trovate un indice con tutti i punti che tratteremo in questo articolo.
Tradizionalmente, si riteneva che la principale barriera alla gravidanza nelle donne di età avanzata fosse la genetica dell'embrione. La logica suggeriva che se si fosse selezionato un embrione euploide (con il numero corretto di cromosomi), le probabilità di gravidanza sarebbero state simili a quelle di una donna giovane. Tuttavia, questo nuovo studio mette in discussione questa idea.
I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi che ha incluso un totale di 7 studi e 11.335 trasferimenti di embrioni euploidi. Il loro obiettivo era indagare se l'età materna continua a influenzare le percentuali di successo (gravidanza evolutiva e nascita) anche quando sappiamo che l'embrione è geneticamente corretto.
I dati ottenuti sono rivelatori per la consulenza riproduttiva. Lo studio ha rilevato che:
Ciò suggerisce che, sebbene il PGT-A sia uno strumento preziosissimo che migliora le probabilità e riduce il rischio di aborto spontaneo, non elimina del tutto l'effetto del passare del tempo.
Se l'embrione è geneticamente "perfetto", perché le percentuali di successo diminuiscono con l'età? Gli autori dello studio propongono diverse ipotesi che vanno oltre la genetica embrionale:
La conclusione principale di questo studio è fondamentale per gestire le aspettative. L'aumento dell'età materna è associato a una diminuzione delle percentuali di successo delle tecniche di riproduzione assistita, indipendentemente dalla ploidia (genetica) dell'embrione.
Questo non significa che il trattamento non funzionerà nelle donne sopra i 35 o 38 anni; infatti, il PGT-A rimane un'ottima strategia per accorciare i tempi della gravidanza ed evitare trasferimenti falliti. Tuttavia, è fondamentale capire che un embrione euploide non garantisce la gravidanza al 100% e che esistono fattori uterini e metabolici associati all'età che giocano anch'essi un ruolo importante.
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Vitagliano A, Paffoni A, Viganò P. Does maternal age affect assisted reproduction technology success rates after euploid embryo transfer? A systematic review and meta-analysis. Fertil Steril. 2023;120(2):251-65. (Vedi)