Il ritardo nella maternità è una tendenza globale in crescita, spinta da priorità professionali e sociali. Tuttavia, è ben noto che la fertilità diminuisce con l'età, principalmente a causa della riduzione della riserva ovarica e della diminuzione della qualità degli ovuli.
Nonostante ciò, mentre la scienza ha fatto progressi su questo tema relativo all'invecchiamento delle ovaie e, pertanto, è molto più conosciuto, il ruolo dell'utero e dell'endometrio in questo declino è stato meno esplorato.
Un recente studio retrospettivo condotto presso l'Università della California, San Francisco (UCSF), ha acceso i riflettori su questo problema. Gli autori della ricerca, Kaia M. Schwartz, Bahar D. Yilmaz, Meagan Chan, Marcelle I. Cedars, Hakan Cakmak e David Huang, hanno analizzato se il test di ricettività endometriale (ERA) sia in grado di rilevare i cambiamenti legati all'invecchiamento e se, di conseguenza, debba essere specificamente indicato nelle donne di età avanzata.
Di seguito trovate un indice con tutti i punti che tratteremo in questo articolo.
Affinché avvenga una gravidanza, l'embrione deve impiantarsi nell'endometrio (lo strato interno dell'utero) durante un periodo specifico noto come finestra di impianto. Il test ERA è uno strumento diagnostico che analizza l'espressione di 248 geni per determinare se l'endometrio è ricettivo, pre-ricettivo o post-ricettivo in un dato momento.
L'ipotesi dei ricercatori partiva dal presupposto che, poiché l'invecchiamento comporta cambiamenti molecolari e cellulari, le donne più anziane potrebbero presentare un tasso più elevato di spostamento della finestra di impianto. Se confermato, il test ERA sarebbe uno strumento cruciale per personalizzare il trasferimento embrionale in pazienti di età avanzata.
Tuttavia, è fondamentale capire che l'utilità clinica di questo test è stata oggetto di dibattito nella comunità scientifica, soprattutto per quanto riguarda quali pazienti ne traggano realmente beneficio.
Il team di ricerca ha analizzato i dati di 205 pazienti che si sono sottoposte a biopsie endometriali tra il 2019 e il 2024. Le partecipanti sono state divise in gruppi di età: <35, 35-37, 38-40 e ≥41 anni. I risultati hanno rivelato:
Questi dati suggeriscono che, a livello trascrittomico (analisi dell'espressione genica eseguita dal test ERA), l'età della paziente non sembra alterare drasticamente i marcatori di ricettività misurati da questo test specifico e non ci sono maggiori probabilità di un risultato non ricettivo nel test ERA con l'età.
La conclusione principale per le persone che si trovano in un percorso di riproduzione assistita è chiara: l'età dell'utero non è stata associata a maggiori probabilità di un risultato alterato nel test ERA. Ciò implica che il test ERA non sembra catturare i cambiamenti dell'invecchiamento endometriale.
Pertanto, gli autori suggeriscono che il test ERA non dovrebbe essere richiesto basandosi unicamente sull'età avanzata della donna. Sebbene l'invecchiamento endometriale sia un fattore reale che può influenzare l'impianto, questo specifico strumento diagnostico non sembra essere il metodo adeguato per misurare tale declino associato all'età.
È importante sottolineare che, anche nei casi in cui il risultato è stato "non ricettivo" ed è stato aggiustato il momento del trasferimento embrionale, i tassi di gravidanza non hanno mostrato differenze significative. Ciò rafforza la necessità di continuare a indagare altri meccanismi molecolari o cellulari che spieghino come invecchia l'utero, oltre a ciò che il test ERA analizza attualmente.
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Schwartz KM, Yilmaz BD, Chan M, Cedars MI, Cakmak H, Huang D. Endometrial aging and uterine receptivity: endometrial receptivity analysis (ERA) outcomes in female patients of diverse age groups. J Assist Reprod Genet. 2026 Feb 9. doi: 10.1007/s10815-026-03824-2. Epub ahead of print. PMID: 41661493. (Vedi)