Nel campo della medicina riproduttiva, l'uso del trasferimento di embrioni congelati è aumentato significativamente negli ultimi due decenni. Di fronte a questa tendenza, sorge una domanda cruciale per pazienti e specialisti: esistono differenze nella salute del neonato tra il trasferimento a fresco o congelato? E, cosa ancora più importante, i farmaci che usiamo per preparare l'utero influiscono? Per rispondere a questo, un recente studio multicentrico australiano ha analizzato i dati di oltre 9.000 bambini.
Questa ricerca è stata condotta da un ampio team composto da Haowen Zou, Deirdre Zander-Fox, Nicole Au, Yanhe Liu, Beverley Vollenhoven, Mark P. Green e Rui Wang. Il lavoro è frutto della collaborazione tra diverse istituzioni: Monash University, Monash IVF Group, University of Adelaide, Fertility North, University of Western Australia, Monash Health, University of Melbourne e la University of Sydney.
Di seguito trovate un indice con tutti i punti che tratteremo in questo articolo.
Lo studio, che ha analizzato retrospettivamente le nascite di 8.081 donne sottoposte a FIVET tra il 2015 e il 2021, fornisce dati molto interessanti su come il tipo di trasferimento influenzi il parto e il peso del bambino. Confrontando le nascite dopo trasferimenti di embrioni congelati rispetto a quelli a fresco, sono stati osservati alcuni schemi.
Da un lato, il trasferimento di embrioni congelati è stato associato a una riduzione di alcuni rischi perinatali. I bambini nati dopo questo processo avevano meno probabilità di essere prematuri, di presentare un basso peso alla nascita o di essere piccoli per la loro età gestazionale. Questi dati suggeriscono un ambiente intrauterino favorevole in questi aspetti specifici dopo la crioconservazione.
Tuttavia, lo stesso studio ha rilevato che i trasferimenti di embrioni congelati erano collegati a una maggiore probabilità di parto cesareo, peso elevato alla nascita (macrosomia) e bambini grandi per la loro età gestazionale. Pertanto, è fondamentale che i pazienti comprendano che ogni opzione ha le sue sfumature e i suoi profili di sicurezza distinti.
Uno dei grandi dubbi è se la terapia ormonale (ciclo sostituito) o il ciclo naturale influiscano sulla salute del futuro bambino. I ricercatori hanno diviso i cicli di embrioni congelati in base al metodo di preparazione endometriale utilizzato:
La scoperta più rilevante di questa ricerca è che le differenze nel peso e nella salute del neonato sono rimaste costanti indipendentemente dal protocollo utilizzato. In altre parole, il fatto di usare ormoni o di eseguire un ciclo naturale non ha modificato il rischio di avere un bambino più grande o più piccolo rispetto ai cicli a fresco.
Questo indica che le variazioni osservate non sono dovute ai farmaci somministrati per preparare l'endometrio, ma probabilmente a fattori intrinseci della tecnica di congelamento o allo stato dell'utero dopo la stimolazione ovarica nei cicli a fresco.
Dato che la preparazione endometriale non sembra essere la causa di queste differenze di peso, lo studio punta in altre direzioni. Un'ipotesi suggerisce che il processo di vetrificazione (congelamento ultrarapido) e devetrificazione ("scongelamento") degli embrioni potrebbe avere un impatto biologico che spiega le dimensioni maggiori dei bambini.
D'altra parte, nei cicli a fresco, l'ambiente dell'utero può essere alterato dagli alti livelli ormonali derivati dalla stimolazione ovarica necessaria per favorire lo sviluppo di più follicoli ovarici. Questo potrebbe spiegare perché i bambini da cicli a fresco tendono ad avere pesi inferiori.
Queste scoperte aiuterebbero gli specialisti a consigliare meglio i pazienti, valutando i rischi e i benefici di ogni strategia in modo personalizzato.
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Zou H, Zander-Fox D, Au N, Liu Y, Vollenhoven B, Green MP, Wang R. Frozen versus fresh embryo transfer on perinatal outcomes—do endometrial preparation methods matter? Hum Reprod Open. 2026;2026(1):hoag002. (Vedi)