Scarsa risposta ovarica

Da .
Aggiornato il 03/11/2014

Anche se le pazienti che s'includono in questo gruppo sono molto diverse, tutte loro rispondono a due criteri caratteristici di scarsa risposta ovarica:

  • Hanno un ridotto numero di follicoli maturi o di ovociti recuperati.
  • Hanno bassi livelli di estradiol (E2) dopo la stimolazione ovarica.

L'incidenza si colloca tra il 7 e il 24% delle pazienti d'IVF, una percentuale che aumenta se ci si occupa di donne con più di 40 anni.

L'età è il fattore più importante in relazione alla riserva ovarica della donna ed alla sua fertilità, poiché esiste un rapporto inversamente proporzionale: se l'età aumenta, la riserva ovarica diminuisce. Si considera che una donna possiede una buona riserva ovarica e la capacità di riprodursi fino ai 31 anni, però, a partire da quest'età, la probabilità mensile di riprodursi diminuisce, giungendo ad essere un quarto meno quando la donna arriva ai 38 anni.

Ecografia dell'ovaio

La riserva ovarica può essere stimata osservando i valori di FSG (ormone follicolo-stimolante), tra il terzo e il quinto giorno di ciclo mestruale. Un valore elevato, al di sopra dei 10-12 mUI/ml, indicherebbe che la donna presenta una ridotta riserva ovarica.

Alcuni autori argomentano che i valori elevati di FSH non solo predicono una scarsa risposta, ma anche una cattiva qualità ovocitaria, che riduce la percentuale di gravidanza ed aumenta quella di aborto.

Determinare la scarsa risposta ovarica

Per determinare che esiste una scarsa risposta, bisogna valutare l'insieme del ciclo della paziente, osservandone il numero di follicoli, il numero di ovociti, il protocollo di stimolazione, la dosi di gonadotropine e la concentrazione di estradiol.

-Il numero di follicoli varia a seconda degli autori: per alcuni è con meno di 3 follicoli, per altri con meno di 6, che si determina una scarsa risposta.

-Per quanto riguarda il numero di ovociti, anche qui esistono diverse opinioni, però il rango è tra i 3 e i 6 ovociti recuperati.

-Viene considerata come scarsa la risposta in cui si recupera un ridotto numero di ovociti con dosi di FSH inferiori a 3000UI.

-Quando si ottiene una concentrazione di estradiol (E2) inferiore ai 500 pg/ml, dopo un protocollo di stimolazione, si considera che esiste una bassa risposta.

Fattori pronostico di una risposta scarsa

Esistono diversi fattori che possono predire una scarsa risposta ovarica della paziente. I principali sono:

  • Età.
  • FSH basale: un valore elevato predice una scarsa riserva ovarica.
  • Estradiol basale.
  • Quoziente FSH/LH.
  • Inibina B: livelli inferiori a 45 pgr/ml confermeranno l'esistenza di una riserva ovarica ridotta.
  • Altri: test del clomifene, volume ovarico, ormone antimulleriano.
  • Aver avuto un ciclo precedente con una scarsa risposta ovarica.

Ovociti recuperati

Conversione di un ciclo d'IVF in un ciclo d'IA in pazienti con scarsa risposta

In certe occasioni, o perché una scarsa risposta è difficile da osservare, o perché si è provato a realizzare un ciclo con gli ovuli della paziente stessa, o perché esiste un fattore maschile associato, s'inizia un trattamento d'IVF. La paziente comincia con il suo protocollo di stimolazione e, dopo vari giorni di stimoli con gonadotropine, si osserva ecograficamente che ha sviluppato solo 1 o 2 follicoli.

In questi casi, si può considerare la possibilità di cambiare il ciclo d'IVF con un ciclo d'inseminazione artificiale, valutando il resto dei fattori, sempre che non esista un fattore maschile severo. Questa potrebbe rappresentare un'opzione valida per queste pazienti.

Alternative ad una scarsa risposta

Stabilito che, in un laboratorio di fecondazione artificiale, un aspetto molto importante da tenere presente è il numero di ovociti che si ottiene nella puntura follicolare e il numero di embrioni che si ha alla fine da poter trasferire, bisognerebbe valutare le alternative in pazienti con scarsa risposta che hanno avuto vari cicli d'IVF cancellati o senza successo.

Cercando la gravidanza

Una di queste alternative sarebbe la donazione di ovociti, in cui una donna giovane dona i propri ovociti ad un altra, e questi vengono fecondati con il seme del marito della donna ricevente. In seguito, verranno trasferiti gli embrioni nell'utero materno della ricevente, perché avvenga la gravidanza. Si tratta di una tecnica semplice ed efficace, grazie alla quale si ottengono alte percentuali di gravidanza.

Nel caso di un ritardo nella maternità, la donazione di ovociti è ampiamente utilizzata in tutte le cliniche di fecondazione artificiale, poiché, con l'avanzare dell'età della donna, la qualità dei suoi ovuli si riduce, e, per diventare madre, se non ha preservato precedentemente i propri ovuli, ha bisogno degli ovuli di una donna più giovane.

Facciamo un grande sforzo editoriale. La condivisione di questo articolo ci aiuta e ci motiva a continuare il nostro lavoro.

Autore

Questo articolo è stato scritto e recensito dal team inviTRA.

Tutto ciò che riguarda la riproduzione assistita sui nostri canali.