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Quanti spermatozoi devo ottenere in una biopsia testicolare?

Da Dott.ssa Marta Zermiani (ginecologo in Vida Fertility Institute Madrid).
Ultimo aggiornamento: 04/09/2026

Non esiste un numero minimo universale di spermatozoi che debba essere recuperato durante una biopsia testicolare o una procedura di recupero spermatico affinché questa possa essere considerata utile. La quantità necessaria dipende dal motivo per cui viene effettuato il recupero, dal numero di ovociti maturi disponibili e soprattutto dalla possibilità di individuare spermatozoi vitali e utilizzabili per una ICSI.

Durante la ICSI, l'embriologo introduce direttamente un singolo spermatozoo all'interno di ciascun ovocita maturo. Da un punto di vista strettamente tecnico, è quindi necessario almeno uno spermatozoo idoneo per ogni ovocita da microiniettare.

Imagen: Biopsia testicolare e ICSI per ottenere una gravidanza

Nella pratica clinica, tuttavia, è preferibile poterne recuperare un numero maggiore. Questo consente al laboratorio di selezionare gli spermatozoi più adatti tra quelli disponibili, avere un margine di sicurezza e, quando quantità e qualità lo permettono, crioconservare parte del campione per un eventuale trattamento successivo.

Lo scenario è molto diverso a seconda che si tratti di azoospermia ostruttiva o non ostruttiva. Nell'azoospermia ostruttiva i testicoli producono spermatozoi, ma un'ostruzione o un'alterazione anatomica impedisce loro di raggiungere l'eiaculato. In questi casi la probabilità di recuperare una quantità adeguata di spermatozoi è generalmente più favorevole.

Nell'azoospermia non ostruttiva, invece, è la produzione spermatica stessa a essere compromessa. La spermatogenesi può essere presente soltanto in piccoli focolai del testicolo e il numero di spermatozoi recuperati può essere estremamente ridotto. In queste situazioni, anche poche cellule vitali possono avere un'importanza clinica significativa.

Nei pazienti con azoospermia non ostruttiva può essere utilizzata la micro-TESE, una tecnica microchirurgica che consente di esaminare il tessuto testicolare con ingrandimento e di cercare le aree che presentano una maggiore probabilità di conservare spermatogenesi.

Per questo motivo, il risultato non dovrebbe essere giudicato soltanto sulla base di un numero. Il laboratorio valuta anche la vitalità degli spermatozoi, l'eventuale motilità, la morfologia e la possibilità di utilizzare o crioconservare il materiale recuperato. Anche il numero di ovociti maturi disponibili deve essere preso in considerazione nella pianificazione.

In conclusione, ricordiamo che il successo di un recupero spermatico testicolare non dovrebbe essere misurato esclusivamente sulla base del numero di spermatozoi ottenuti. Ciò che conta realmente è disporre di un numero sufficiente di cellule vitali e utilizzabili per gli ovociti da microiniettare. Una corretta coordinazione tra valutazione andrologica, recupero chirurgico e laboratorio di embriologia permette di pianificare meglio la procedura e, quando possibile, di conservare spermatozoi anche per eventuali trattamenti futuri.

Dott.ssa Marta Zermiani
Dott.ssa Marta Zermiani
Ginecologo in Vida Fertility Institute Madrid
Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Padova in Italia, specializzazione in Ginecologia e Ostetricia presso l'Ospedale Universitario Bellvitge di Barcellona. Medico specialista in Riproduzione Assistita con 4 anni di esperienza e, attualmente, ginecologo presso la clinica Vida Fertility Madrid.
Numero di registrazione: 280847526
Ginecologo. Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Padova in Italia, specializzazione in Ginecologia e Ostetricia presso l'Ospedale Universitario Bellvitge di Barcellona. Medico specialista in Riproduzione Assistita con 4 anni di esperienza e, attualmente, ginecologo presso la clinica Vida Fertility Madrid. Numero di registrazione: 280847526.