Controllo medico in gravidanza

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Aggiornato il 15/01/2015

Da quando il controllo medico è stato esteso a tutta la durata della gravidanza ed è stato instaurato il parto in ospedale, la mortalità perinatale si è ridotta sensibilmente nelle società industrializzate, restando molto al di sotto della morbi-mortalità materno-fetale dei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo.

Test medici in gravidanza

E' per questo che un buon controllo medico durante tutta la gestazione e lo sviluppo del parto in un ospitale sono due fattori importanti per evitare i problemi fetali e perinatali. Di fatto, tutti gli esperti ritengono che il parto in casa, sostenuto da alcuni collettivi, è da evitare: non si tratta di medicalizzare la nascita, bensì di prevenire molti dei problemi che può avere il feto, e che appaiono o vengono rilevati prima, durante e dopo il parto.

Il parto in ospedale ed il suo controllo medico ha fatto sì che la percentuale di ritardo mentale perinatale si sia ridotta considerevolmente. Questo è stato possibile grazie all'introduzione di una serie di test biochimici e genetici, che vengono effettuate sulla madre per evitare rischi nel feto: parliamo del triple screening o tri test, e dello studio citogenetico mediante amniocentesi, l'analisi delle villosità coriali o la funicolocentesi.

Test biochimici

I test biochimici conosciuti come triple screening o tri test consistono nell'analisi del liquido di un campione di sangue materno per verificare i livelli di alfafetoproteina, beta gonadotropina ed estirol.

Questi valori si combinano con l'età gestazionale, e vengono confrontati con delle tabelle realizzate secondo uno standard di normalità in base alla settimana di gravidanza. Questa è una prova che indica se il feto è particolarmente predisposto a determinate alterazioni, in modo che un aumento di alfafetoproteina significherebbe un rischio per il feto di sviluppare la spina bifida, con ulteriore necessità di test aggiuntivi.

Test genetici fetoTest genetici feto

Studio citogenetico

Lo studio citogenetico del cariotipo prevede indicazioni precise: età materna avanzata, esistenza di aborti ripetuti, figli anteriori con cromosopatie ed antecedenti famigliari di malattie genetiche. Per realizzare il cariotipo delle cellule fetali è necessario effettuare una di queste tre tecniche invasive: amniocentesi, biopsia coriale o funicolocentesi. La scelta di una o dell'altra tecnica dipenderà dalle caratteristiche del caso.

L'amniocentesi consiste nell'estrazione dalla parete addominale di un campione di liquido amniotico, mediante un ago molto sottile, e in un controllo ecografico. Si effettua di solito a partire dalla settimana 15 di gestazione.

L'analisi delle villosità coriali, o biopsia coriale, consiste nell'ottenere delle villosità placentarie per via vaginale o transaddominale, mediante controllo ecografico. Questo test può essere effettuato prima dell'amniocentesi, all'undicesima o dodicesima settimana, però è più difficile e comporta più rischi del primo.

La funicolocentesi è una tecnica mediante la quale si ottiene sangue fetale con la puntura dei vasi del cordone ombelicale, per mezzo di un ago guidato da un'ecografia.

Nei tre casi s'identificano, mediante fluorescenza, le regioni cromosomiche, osservando se siano più o meno corrette.

Con questi studi, e con il controllo ed il consiglio del medico in gravidanza, è stato ridotto il rischio di ritardo mentale perinatale da un 25 ad un 5% negli ultimi anni.

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Questo articolo è stato scritto e recensito dal team inviTRA.

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