Autotrapianto di ovaio

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Aggiornato il 06/08/2015

L'autotrapianto di ovaio è una nuova tecnica che consiste nell'estrazione e congelamento di una parte del tessuto ovarico per reimpiantarlo successivamente nella paziente.

Con questo si riesce a mantenere intatti gli organi riproduttori, in modo tale che in seguito la donna possa rimanere incinta.

Questa tecnica si sta utilizzando per donne in età fertile alle quali è stato diagnosticato un cancro, il cui trattamento, attraverso chemioterapia o radioterapia, è molto aggressivo, e che desiderano avere una discendenza in futuro.

Il cancro in sè non è solito danneggiare la fertilità, ma sono la chemioterapia e la radioterapia a danneggiare le ovaie. È molto probabile che, una votla superata la malattia, non si recuperi la stimolazione ovarica naturale e, nel caso in cui venga recuperata, gli ovuli generati presentano solitamente una bassa qualità. Impedendo che si produca così la fecondazione o l'impiantazione dell'embrione.

Autotrapianto della corteccia ovarica

Una volta superata la malattia è consigliabile aspettare alcuni mesi perchè si recuperi la fertilità. Se dopo un anno le mestruazioni non riprendono e gli esami del cancro lo permettono, si inizia il trattamento per l'autotrapianto di tessuto ovarico. I medici decongelano il tessuto ovarico per inserirlo di nuovo nell'ovaio corrispondente. Una volta trapiantato questo tessuto, l'ovaio torna a produrre gli ormoni necessari e permette che si reinstauri l'ovulazione.

In quanto agli aspetti negativi e alle complicazioni che possono derivare dall'utilizzo di qeusta tecnica, si deve tenere conto del fatto che il tessuto ovarico congelato, dopo la diagnosi del cancro, potrebbe contenere cellule cancerogene in grado di causare la ricomparsa del tumore, anche se i frammenti sottoposti a biopsia sono piccoli e riesamina che non c'è la presenza di cellule tumorali.

Sono già riuscite a rimanere incinta dopo dell'autotrapianto, sia con l'aiuto di tecniche di riproduzione assistita sia in maniera naturale avendo rapporti sessuali senza protezione. Per far sì che le donne con un cancro possano avere l'opzione di preservare la loro fertilità per avere figli dopo aver superato la malattia, il lavoro dell'oncologo è molto importante. Gli oncologi devono essere sensibili a questa situazione e spiegare alal paziente tutte le opzioni che hanno a disposizione nel caso in cui, in futuro, desiderassero essere madri.

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Questo articolo è stato scritto e recensito dal team inviTRA.

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